Soccer


The former champion has been unbeaten for 3 consecutive games! BG Pathum can't penetrate. Invade Chao PT Prachuap End of the first leg
"Coach Jar" Dusit Chalermsaen, BG Pathum United, did not win a match for the third time in a row after defeating PT Prachuap FC 0-0, resulting in "The Rabbit" winning only one game out of 5 games. The last in the league has 27 points, falling to 5th of the table, while "Destroyer" has increased to 11 points, is ranked 15th in the Thai League 2021-22 On Sunday, 28 Nov. '64
Thai League football match of the 2021-22 season, the last match of the first leg on November 28, 2021 at Sam Ao Stadium, Prachuap Khiri Khan Province, between "Tor Phithit" PT Prachuap FC, the 15th team of the table with 10 points from 14 matches, opening the house to the old champion "The Rabbit" BG Pathum United, the 4th team of the table with 26 points from 14 matches 
Referee list: Witsawet Sangnakorn, 1st assistant referee: Wattana Chonchanakul, 2nd assistant referee: Nattapon Mala, 4th referee: Pawarae Srichand, assistant referee Referee VAR 1: Kochapoom Meesridecha, Assistant Referee VAR 2: Rajendra Srichai, Moderator: Sittikun Kluanklad, Referee Assessment: Adulayachat Khantama





Basketball


Thailand Basketball League 2021 or "TBL 2021" round of FINALS, which will compete in 2 out of 3 games. / If there is a match in game 3, will compete on Sunday 5 December 2021, which the organizer Will update to know the schedule again.

Volleyball


Rubber Tire Association reveals that Thailand may not be the host of VNL 2022
The Rubber Tire Association revealed that Thailand may not be the host of the VNL battle of 2022.
Air Chief Marshal Chaksuwan Tocharoen, secretary-general of the Volleyball Association of Thailand, revealed that Thailand is unlikely to be the host. in the Volleyball Nations League (VNL) in 2022
The International Volleyball Federation (FIVB) has confirmed changes to the VNL format for 2022. The tournament will be split into two groups of eight teams, each playing 12 matches in the first round of three weeks, and the first team. -4 of each group will qualify for the finals or Finals that will be played by knockout in Week 4.
The VNL competition, which originally had to travel to 5 countries in the group stage will reduce the number to only 2-3 countries only To reduce travel from the situation of COVID-19 It still has to wait to confirm the host country from FIVB again.
At the same time, Thailand has been chosen to host this event for many years. But this year, Thailand was banned from the World Anti-Doping Agency (WADA), so it hasn't been contacted to host. There is a high chance that it will not be hosted.


Futsal


The Futsal Championship 2021 program on matchday 4 on Monday 29 November at the Gymnasium, Kasem Bundit University, Romklao

Soccer


Serie A, Juve-Atalanta 0-1: decide una rete di Zapata
All'Allianz Stadium la Dea vince e consolida il quarto posto: bianconeri inchiodati a quota 21. Nel recupero traversa di Dybala
Settimana da incubo per la Juve. Dopo il tonfo in Champions col Chelsea e l'inchiesta sulle plusvalenze sospette, nella 14.ma giornata di Serie A la Juve perde 1-0 con l'Atalanta e resta attardata in classifica. All'Allianz Stadium gara tirata e molto fisica. Nel primo tempo Zapata (28') sblocca il match con un destro potente, poi nella ripresa i bianconeri aumentano i giri, ma non sfondano e nel recupero centrano una traversa con Dybala.
JUVE-ATALANTA 0-1
Serie A, Juve-Atalanta 0-1: decide una rete di Zapata
All'Allianz Stadium la Dea vince e consolida il quarto posto: bianconeri inchiodati a quota 21. Nel recupero traversa di Dybala
27 novembre 2021A A A
Settimana da incubo per la Juve. Dopo il tonfo in Champions col Chelsea e l'inchiesta sulle plusvalenze sospette, nella 14.ma giornata di Serie A la Juve perde 1-0 con l'Atalanta e resta attardata in classifica. All'Allianz Stadium gara tirata e molto fisica. Nel primo tempo Zapata (28') sblocca il match con un destro potente, poi nella ripresa i bianconeri aumentano i giri, ma non sfondano e nel recupero centrano una traversa con Dybala. 
Zapata punisce la Juve
LA PARTITA
Vola l'Atalanta, affonda la Juve. Allo Stadium va in scena una partita dura e poco spettacolare, ma ricca di spunti sotto il profilo tecnico. Risultato alla mano è Gasperini a portare a casa il bottino pieno, ma la vittoria a Torino pesa più di tre punti. Sia per il +7 in classifica sui bianconeri, sia per il duro colpo inflitto ad Allegri. Un ko che a Torino non si vedeva dal 1989 contro la Dea e che brucia molto. Brucia per la zona Champions, sempre più lontana per i bianconeri, e per la solita mancanza di idee, gioco e personalità. Un andazzo che inizia a diventare un'abitudine per questa Juve, sempre alle prese con un'identità tattica poco chiara e interpreti spesso non all'altezza della situazione. Discorso diverso invece per l'Atalanta, che dallo Stadium esce con una vittoria che dà tanti segnali positivi per il presente e per il futuro. A Torino è Zapata a decidere la gara, ma è la prova di squadra a fare la differenza. Una prova concreta e matura, senza sbavature in difesa e convincente sotto il profilo tattico, fisico e caratteriale. 
Dopo la batosta in Champions, allo Stadium Allegri recupera Dybala dall'inizio e piazza Chiesa largo a sinistra. Gasperini invece si affida a Zapata al centro dell'attacco con Malinovskyi e Pessina in appoggio. Tecnica, corsa e muscoli per una gara con in palio punti pesanti. A ritmi subito alti è l'Atalanta a  fare il match. La Juve invece gioca di rimessa cercando di sfruttare i cambi di gioco e le ripartenze di McKennie. Alta e ordinata, la Dea palleggia bene nello stretto e manovra in ampiezza cercando la profondità sugli esterni. La Juve però non si scompone, serra le linee e si appoggia a Morata per uscire dal pressing. Da una parte Bonucci mura una conclusione a botta sicura di Malinovskyi, poi Cuadrado libera su un cross pericoloso di Zappacosta e Freuler spara alto dal limite. Dall'altra Dybala testa invece i riflessi di Musso dopo una gran giocata e Toloi chiude alla grande su Chiesa lanciato a rete da un tocco morbido di McKennie. Con tanta pressione sui portatori si lotta a tutto campo e la precisione negli appoggi fa la differenza. Soprattutto intorno alla mezz'ora, quando Morata gioca una palla con troppa sufficienza in mediana e Zapata fredda Szczesny con un destro potente sotto la traversa. Gol che sblocca il risultato e costringe la Juve a reagire. Dybala calcia a lato di sinistro da buona posizione, poi Demiral chiude su Morata. Occasioni a cui la Dea risponde spingendo a destra con Zappacosta e andando vicino al raddoppio ancora con Zapata sul finire del primo tempo.
La ripresa si apre con l'ingresso in campo di Bernardeschi al posto dell'infortunato Chiesa. Sostituzione che cambia l'assetto dell'attacco bianconero, ma non la chiave tattica del match. Corta e compatta, l'Atalanta aggredisce sulle seconde palle e prova a controllare la gara. La Juve invece si difende e prova a colpire in contropiede. De Ligt anticipa Pessina in area, poi Bernardeschi calcia a lato dal limite e Djimsiti evita il pareggio su un'incursione di McKennie. Guizzi che insieme all'ingresso di Kean accendono la Juve e aumentano la pressione bianconera. Musso vola su un sinistro velenoso di Rabiot, poi Demiral anticipa Locatelli dopo una buona giocata di Dybala e un colpo di testa di Bonucci finisce alto. Forcing che costringe Gasperini a correre ai ripari facendo entrare Palomino al posto di Zappacosta e infoltendo la difesa. Dopo un contatto tra Cuadrado e Pasalis davanti a Szczesny l'Atalanta protesta, ma Ayroldi lascia correre. Episodio che innervosisce la gara e costringe il direttore di gara a utilizzare i cartellini per tenere sotto controllo il match. In spinta, la Juve aumenta i giri, ma attacca senza ordine e la difesa della Dea regge. Toloi anticipa Kean di testa, poi Palomino respinge un tentativo di De Ligt. Ma è nel recupero che le speranze della Juve si spengono definitivamente su una punizione di Dybala che si stampa sulla traversa. La Dea sbanca lo Stadium e spedisce Allegri a -7 dal quarto posto. 
LE PAGELLE
Dybala 6: gioca in punta di piedi partendo da destra, poi si sposta al centro dell'attacco. Qualche buona intuizione soprattutto tra le linee, ma rimane troppo lontano dalla porta. Nel recupero centra la traversa su punizione
Chiesa 5,5: Allegri lo piazza a sinistra nel tridente, ma non brilla. Prova a spaccare la gara con i suoi strappi, ma Toloi è attento e gli concede pochissimo. Fuori nell'intervallo per un problema fisico
Rabiot 5: lento, disordinato e poco lucido nelle scelte. Dalla sua parte la Juve non ringhia e soffre il maggior dinamismo della Dea. Nella ripresa impegna Musso con un sinistro dal limite, ma è l'unico guizzo del match
Morata 5: corre, lotta e fa a sportellate, ma non basta per evitare i fischi al cambio. Troppo confusionario e il gol di Zapata è innescato da un suo errore
Zapata 7: potenza pura e gran senso della posizione. L'Atalanta si appoggia alla sua fisicità per sfondare e lui spacca la porta alla prima occasione buona. Sette partite, sette gol: una sentenza
Toloi 6,5: nel primo tempo si prende cura di Chiesa e non sbaglia niente. Nella ripresa marca stretto Morata e Kean
Zappacosta 6,5: insieme a Toloi presidia la corsia destra facendosi trovare spesso pronto ad appoggiare la manovra e ad andare al cross puntando Alex Sandro
IL TABELLINO
JUVENTUS-ATALANTA 0-1
Juventus (4-3-3): Szczesny 6; Cuadrado 6, Bonucci 6, De Ligt 6, Alex Sandro 5,5; McKennie 6 (19' st Kean 5,5), Locatelli 6, Rabiot 5; Chiesa 5,5 (1' st Bernardeschi 5,5), Morata 5 (40' st Kaio Jorge sv), Dybala 6.
A disp.: Perin, Pinsoglio, Chiellini, Arthur, Pellegrini, Rugani, Bentancur, Kulusevski, De Winter. All.: Allegri 5,5
Atalanta (3-4-2-1): Musso 6; Toloi 6,5, Demiral 6, Djimsiti 6,5; Zappacosta 6,5 (25' st Palomino 6), De Roon 6, Freuler 6, Maehle 6,5; Malinovskyi 6 (42' st Koopmeiners sv), Pessina 6 (15' st Pasalic 6); Zapata 7.
A disp.: Rossi, Sportiello, Muriel, Pezzella, Hateboer, Scalvini, Miranchuk, Ilicic, Piccoli. All.: Gasperini 6,5
Arbitro: Ayroldi
Marcatori: 28' Zapata (A)
Ammoniti: Cuadrado, Rabiot, Bernardeschi, Locatelli (J); Freuler, Malinovskyi, Zappacosta, Demiral, Djimsiti (A)
Espulsi: -
LE STATISTICHE
•    L'Atalanta non vinceva in trasferta contro la Juventus in Serie A dall'ottobre 1989 (1-0 con gol di Claudio Caniggia).
•    L’Atalanta è la squadra che ha vinto in percentuale più trasferte in questa stagione nei maggiori cinque campionati europei: 86% (6/7).
•    La Juventus ha perso tre gare casalinghe in questo campionato, nella sua storia in Serie A solo nel 1956/57 e nel 1948/49 aveva registrato altrettante sconfitte dopo le prime sette partite interne in una singola stagione nel torneo.
•    La Juventus ha perso tre match casalinghi in questo campionato in sette gare, tanti quanti in tutta la scorsa stagione di Serie A (in 19 partite).
•    A partire dall'inizio del 2017 Duván Zapata è il giocatore che ha realizzato più gol contro la Juventus (8 in 11 sfide) in tutte le competizioni.
•    A partire dallo scorso ottobre solo Robert Lewandowski (12) ha segnato più di Duván Zapata (9 reti in 11 match) nei maggiori cinque campionati europei in tutte le competizioni.
•    Duván Zapata ha trovato il gol in tutte le sue ultime sette presenze in tutte le competizioni, la seconda striscia in gol più lunga per il colombiano con la maglia dell'Atalanta (dopo la striscia di 10 terminata nel gennaio 2019).
•    Leonardo Bonucci eguaglia Giampiero Boniperti, entrambi 459 match, all'8° posto dei giocatori con più presenze nella storia della Juventus in tutte le competizioni.
•    L'Atalanta (16) è la squadra che ha segnato più gol nel 1° tempo di questa Serie A.




Soccer


Serie A: Venezia-Inter 0-2, Inzaghi si avvicina a Napoli e Milan
Un gol di Calhanoglu dal limite e il rigore di Lautaro al 96' decidono la sfida del Penzo: nerazzurri a -1 dalla vetta
Nel quinto anticipo della 14a giornata di Serie A, l'Inter batte 2-0 il Venezia e, almeno per una notte, si porta a -1 dalla vetta occupata dalla coppia Napoli-Milan. La sfida del Penzo è decisa da una rasoiata dal limite di Calhanoglu al 34' che sorprende Romero. Un super-Handanovic nega il pari ad Aramu (39'), poi nella ripresa i nerazzurri sfiorano più volte il raddoppio con Skriniar, Dzeko e Dimarco prima del rigore di Lautaro al 96'.
LA PARTITA
Napoli, Shakhtar e ora il Venezia: Simone Inzaghi fa bottino pieno e chiude una settimana da Dio con tre vittorie importantissime che rilanciano le ambizioni dell'Inter sia in campionato che in Champions League. Una vittoria strameritata, mai in discussione dopo il gol di Calhanoglu, nonostante un Venezia che, dopo un primo tempo un po' troppo arrendevole, ha dato tutto nella ripresa, ma non è bastato perché è emersa chiaramente la differenza tecnica tra le due squadre. Un risultato che avrebbe potuto essere ben più rotondo con un po' di maggiore cinismo, ma la missione è compiuta facendo anche rifiatare qualche elemento diventato fondamentale, Calhanoglu e Perisic su tutti. Nota negativa il problema muscolare che ha messo ko Darmian.
Contrariamente alle voci della vigilia, Inzaghi riduce al massimo il turnover: rispetto all'11 che ha battuto lo Shakhtar, sono solo due i cambi: Dimarco per Ranocchia in difesa e Correa per Lautaro Martinez in attacco. Zanetti, invece, sceglie Kiyine e manda in panchina Johnsen: il peso dell'attacco sulle spalle di Okereke. L'Inter prende subito in mano le redini del match e dopo nemmeno 30 secondi Marinelli fa giustamente proseguire su un contatto in area tra Correa a Vacca. I nerazzurri attaccano con tanti uomini, la manovra è fluida e le sovrapposizioni sulle fasce sono rapide e puntali, soprattutto sull'asse di sinistra Dimarco-Perisic. Romero è chiamato al primo intervento al 14' sul diagonale di Dzeko, poi Bastoni (sinistro dai 25 metri), Calhanoglu (punizione dal limite alta) e Skriniar (colpo di testa impreciso) non trovano la porta difesa dal numero 1 argentino. Alla mezzora, l'ex Manchester United vola e blocca un colpo di testa di Perisic, ma deve capitolare al 34' quando vede all'ultimo perché coperto la rasoiata dal limite nell'angolino di Calhanoglu: quarto gol in campionato per il fantasista turco che dal derby si è messo l'Inter sulle spalle. I padroni di casa non riescono mai a ripartire in velocità, ma al 39' vanno vicini al pari: splendido il sinistro di Aramu dal limite, Handanovic vola e alza sopra la traversa.
I lagunari iniziano la seconda frazione con un altro piglio, alzando il baricentro e provando a creare problemi ai campioni d'Italia. Una leggera supremazia che dura una decina di minuti, con le conclusioni imprecise di Aramu e Mazzocchi, prima che il pallino e l'inerzia della gara torni nei piedi dei nerazzurri. Haps salva sulla linea un colpo di testa di Skriniar (63'), poi Romero è costretto agli straordini su Dzeko, Dimarco e Lautaro Martinez, entrato per un Correa non troppo in palla. Il Venezia ha un paio di fiammate con Johnsen e Tessman, ma le conclusioni sono da dimenticare. Il match si chiude con il rigore realizzato da Lautaro, segnalato dal Var per un fallo di mano di Haps su conclusione del Toro. Questa volta il bomber argentino non stecca e ritrova la freddezza venuta meno nel derby contro il Milan.
LE PAGELLE
Aramu 6,5 - Con il sinistro fa quel che vuole e non per caso è il più pericoloso dei suoi: Handanovic deve superarsi per negargli la gioia dell'eurogol che sarebbe valso l'1-1.
Romero 6,5 - Un po' sorpreso dal tiro di Calhanoglu, ma ha l'alibi dei tanti uomini davanti, nella ripresa salva su Dzeko, Dimarco e Lautaro Martinez
Orekeke 5 - Il giustiziere della Roma, una delle sorprese di questo inizio di stagione, stecca contro i campioni d'Italia. Stretto nella morsa Bastoni-Skriniar non la vede mai e sbaglia anche qualche facile movimento. Serata no.
Calhanoglu 7 - Continua la metamorfosi del fantasista turco, finalmente continuo dopo l'ottimo derby giocato. Una sua rasoiata sblocca il match, implacabile anche dalla distanza e non solo su rigore
Brozovic 7 - Inzaghi fa riposare un po' tutti, ma non rinuncia mai al croato. Facile da comprendere, visto che fa girare la squadra e non sbaglia mai un appoggio
Perisic 7 - Anche l'altro croato della squadra è in forma strepitosa. Macina km sulla fascia mancina, sembra nato per ricoprire un ruolo che mai aveva fatto fino alla scorsa stagione.
IL TABELLINO
VENEZIA-INTER 0-2
Venezia (4-3-2-1): Romero 6,5; Mazzocchi 5,5 (17' st Johnsen 6), Caldara 6, Ceccaroni 6, Haps 6; Ampadu 6 (39' st Crnigoj sv), Vacca 5,5 (26' st Tessmann 5,5), Busio 6; Aramu 6,5 (26' st Henry 5), Kiyine 5,5; Okereke 5 (39' st Forte sv). A disp.: Lezzerini, Molinaro, Sigurdsson, Modolo, Heymans, Svoboda, Peretz. All.: Zanetti 5,5
Inter (3-5-2): Handanovic 6,5; Skriniar 6,5, Bastoni 6, Dimarco 6,5; Darmian 6 (26' st Dumfries 6), Barella 5,5 (37' st Gagliardini sv), Brozovic 7, Calhanoglu 7 (12' st Vecino 6), Perisic 7 (37' st D'Ambrosio sv); Dzeko 5,5, Correa 5,5 (13' st Lautaro Martinez 6). A disp.: Cordaz, Radu, Sensi, Ranocchia, Satriano. All.: Inzaghi 6,5
Arbitro: Marinelli
Marcatori: 34' Calhanoglu (I), 51' st rig. Lautaro Martinez (I)
Ammoniti: Aramu (V), Haps (V)
Espulsi:
Note: Ammonito il tecnico Zanetti (V) per proteste
LE STATISTICHE
●    Hakan Çalhanoğlu ha segnato 4 gol in questo campionato (in 12 match), tanti quanti ne aveva realizzati in tutta la passata stagione di Serie A (in 33 gare).
●    Hakan Çalhanoğlu ha segnato in tre presenze di fila per la prima volta in carriera tra Serie A e Bundesliga.
●    Solo Lionel Messi (61) ha segnato più gol da fuori area di Hakan Çalhanoğlu (26, al pari di Christian Eriksen) nei cinque maggiori campionati europei dalla stagione 2013/14.
●    33a partita consecutiva in cui l’Inter ha trovato la via del gol in Serie A: si tratta della striscia più lunga di sempre per i nerazzurri.
●    L’Inter ha segnato in tutte le ultime 17 trasferte di campionato (31 reti nel parziale). Solo una volta i nerazzurri sono andati a segno per più gare esterne di fila in Serie A (18 nel 1951).
●    Il Venezia ha subito 47 gol dall'Inter in Serie A, solo contro la Juventus (49) ne ha concessi di più.
●    Si fermano a due le vittorie consecutive del Venezia in Serie A: l’ultima volta che i lagunari hanno raggiunto tre successi consecutivi nel massimo campionato risale a marzo 1962.
●    150a presenza con la maglia dell'Inter in tutte le competizioni per Lautaro Martínez.
●    Lautaro Martínez ha segnato sette dei nove rigori calciati in Serie A, inclusi due dei tre tirati in questo campionato.
●    Milan Škriniar ha tagliato oggi il traguardo delle 150 partite giocate in Serie A con la maglia dell'Inter.
●    50a presenza con la maglia del Venezia in tutte le competizioni per Dennis Johnsen, Domen Crnigoj e Francesco Forte.
●    L'Inter ha effettuato cinque tiri in porta nel corso del primo tempo di questa sfida: mai i nerazzurri hanno effettuato più conclusioni nello specchio nel corso della prima frazione di gioco nella Serie A in corso (cinque anche contro il Bologna).




Soccer


EMPOLI-FIORENTINA 2-1
Serie A: Empoli-Fiorentina 2-1, super rimonta in un derby pazzesco
In vantaggio con Vlahovic, i viola si fanno raggiungere e superare da Bandinelli e Pinamonti negli ultimi minuti dopo aver dominato la gara
L'Empoli vince il derby (2-1) all'ultimo respiro. In vantaggio con Vlahovic, la Fiorentina spreca varie opportunità e poi si fa beffare negli ultimi minuti. Bandinelli su errore di Terracciano e Pinamonti al termine di una ripartenza perfetta regalano alla tifoseria empolese tre punti di enorme importanza per la classifica. Per la Fiorentina, che ha dominato per tre quarti di gara, un pesante ridimensionamento.
LA PARTITA
Ma poi alla fine il derby è quella cosa lì, quella che non puoi giocare con la sfrontatezza che la Fiorentina ha messo in campo contro il Milan, ma nemmeno con quello spirito emancipato che di solito l'Empoli mostra contro le grandi. E' un'altra storia, è un altro vivere e un altro giocare. Tutto questo si traduce in un inizio contratto, in una manciata di minuti che scorre via senza scossoni emotivi, un unico tiro dalla distanza (Biraghi) in tutto il primo quarto d'ora. Praticamente analogo l'atteggiamento delle due squadre: pressione molto alta, aggressività esasperata in tutte le zone del campo, verticalizzazioni rare e sempre sventate in anticipo. 
Quando si mettere a piovere in maniera esagerata, è l'Empoli ad adattarsi per primo alla nuova situazione. Si ritrae di qualche metro e prova un paio di ripartenze in cui si segnala l'acume tattico del figlio d'arte Di Francesco, abile a muoversi tra le linee avversarie. Tutt'altro che indimenticabili le conclusioni di Cutrone e Zurkowski. Ma andando ad analizzare il patrimonio tecnico delle due squadre, la Fiorentina parte da una posizione di netto vantaggio e quando la squadra di Andreazzoli cala leggermente di ritmo, ecco quattro occasioni abbastanza consistenti con Saponara (destro parato), Martinez Quarta (tiraccio alto, quasi un rigore in movimento), Parisi (che colpisce il palo della propria porta su cross di Bonaventura) e poi con un colpo di testa dello stesso Bonaventura su pennellata di Saponara, fuori di non molto.  
Si va all'intervallo con due impressioni ben precise: da una parte l'Empoli più di così non potrebbe fare, anzi il rischio è che alla distanza il rischio sia quello di un calo che non sarebbe rimediabile con altre armi, dall'altra la Fiorentina mette in campo tanta qualità e tanta sapienza tattica in più, che però non riesce a concretizzare forse per il pomeriggio non completamente ispirato di Vlahovic. Certo la differenza tra il continuo impegno di Vicario e la tranquillità del nullafacente Terracciano è una chiave di lettura importante di questo derby. 
E comunque alla fine di tutto quando hai in squadra uno come Dusan Vlahovic parti sempre con un gran vantaggio. Pazienza se viene da quasi un'ora di parziale latitanza, pazienza se gli avversari sbagliano poco o niente nella maniera di marcarlo. Basta un niente. Basta un pallone conquistato e difeso a centrocampo, un'apertura per l'intelligentissimo Callejon e una picchiata rabbiosa verso l'area avversaria per buttarla dentro in spaccata. Vantaggio viola: tutta roba sua. 
Le riserve energetiche degli empolesi cominciano a scarseggiare nonostante qualche sostituzione tentata da Andreazzoli. Di Francesco esce sfinito, Cutrone esce senza aver lasciato il segno, ma Pinamonti resta solo là davanti senza mai riuscire a mettere in difficoltà la difesa avversaria, se non su qualche mezzo errore individuale senza particolari conseguenze. Però poi può  succedere che una squadra in difficoltà riesca a portare a casa un risultato positivo sfruttando l'unico errore degli avversari, o quasi. In questo caso sono addirittura due. L'Empoli negli ultimi minuti fa tutto quello che non ha fatto in tutto il resto della partita. Prima c'è un pallone che arriva dalla destra e c'è Terracciano che sbaglia clamorosamente l'uscita. Bandinelli si ritrova lì il pallone ed è troppo facile per lui appoggiarlo in porta per il pareggio. 
Sarebbe già così una beffa atroce per la Fiorentina, ma due minuti dopo arriva il gol della beffa pazzesca: una ripartenza gestita perfettamente dall'Empoli, un passaggio di Bajrami perfetto per Pinamonti e un gol da perfetto predatore dell'area di rigore. E' il colpo che stende la Fiorentina e regala un derby da non credere all'Empoli che a cinque minuti dalla fine del tempo regolamentare sembrava irrimediabilmente condannato. 
LE PAGELLE 
Biraghi 6- Presenza costante nelle due fasi di gioco, nei primi venti minuti è l'unico dei ventidue in campo a provare un paio di conclusioni. 
Bonaventura 6,5 - La sapienza calcistica è sempre un bagaglio che gli appartiene. Sempre preciso nella gestione della palla, difficile coglierlo in controtempo. 
Vlahovic 6,5 - Nel primo tempo non sembra in una di quelle giornate in cui addenta le partite come se fossero panini al prosciutto, si trova spesso marcato da due avversari e senza lo spazio vitale di cui un attaccante ha bisogno per esprimersi. Poi nel secondo tempo fa qualcosa da grande attaccante: difende palla, apre per Callejon, va di rabbia a segnare il gol dell'1-0. 
Vicario 7 - Continua a confermare la sua etichetta di rivelazione del campionato, rispondendo sempre in maniere puntuale ai tentativi degli attaccanti viola, senza miracoli veri ma con grande sicurezza. 
Saponara 6,5 - Non si lascia spaventare dalle condizioni meteo avverse, sa di essere bravo e ne approfitta, con alcune giocate di alto livello. 
Cutrone 5 - Perde spesso e volentieri i duelli fisici con Milenkovic quando dovrebbe andare a fare del male davanti, per il resto è un pomeriggio di tanto sacrificio. 
Di Francesco 6,5 - Interpreta alla perfezione il ruolo di trequartista da squadra "povera", muovendosi molto tra le linee avversarie e portando avanti le ripartenze con intelligenza. Lavoro dispendioso ma utile. 
Duncan 5 - Una prova stranamente negativa, movimenti un po' disorientati e sotto tono anche dal punto di vista fisico rispetto alle abitudini. 
Odriozola 5,5 - Corre tanto ed è anche piacevole da vedere quando sviluppa gioco sulla destra, ma ha grandi colpe sul gol decisivo. 
Torreira 7 - E' dappertutto, va a prendere il pallone dal portiere nella costruzione bassa, va a pressare i difensori avversari quando sono in possesso di palla. 
Pinamonti 7 - Partita di grande sacrificio per quasi tutti i 90 minuti, poi il gol decisivo. 
IL TABELLINO 
EMPOLI-FIORENTINA 2-1
Empoli (4-3-1-2): Vicario 7; Stojanovic 6, Tonelli 6, Luperto 6, Parisi 5,5 (27' st Marchizza 6); Zurkowski 6 (44' pt Haas 6), Ricci 6, Henderson 6 (13' st Bandinelli 6,5), Di Francesco 6,5 (27' st La Mantia 6,5); Cutrone 5 (13' st Bajrami 6,5), Pinamonti 7. Allenatore: Andreazzoli 7. A disp.: Ujkani, Ismajili, Romagnoli, Fiamozzi, Viti, Stulac, Mancuso. 
Fiorentina (4-3-3): Terracciano 5; Odriozola 5,5, Milenkovic 6, Martinez Quarta 6, Biraghi 6; Bonaventura 6,5 (33' st Maleh sv), Torreira 7 (40' st Amrabat sv), Duncan 5 (1' st Castrovilli 6); Callejon 6, Vlahovic6,5, Saponara 6,5 (13' st N. Gonzalez 5,5). Allenatore: Italiano 5,5. A disp.: Rosati, Cerofolini, Frison, Igor, Venuti, Terzic, Munteanu, Sottil. 
Arbitro: Sacchi
Marcatori: 12' st Vlahovic (F), 42' st Bandinelli (E), 45' st Pinamonti (E)
Ammoniti: Tonelli (E), Torreira (F)
Espulsi: - 
LE STATISTICHE 
- Dusan Vlahovic ha segnato 28 gol nel 2021 in Serie A: nessun giocatore della Fiorentina ha mai segnato così tanto in un anno solare nel massimo campionato - superate le 27 reti di Hamrin nel 1960.
- Andrea Pinamonti ha segnato cinque gol in questo campionato, non ha mai fatto meglio in una stagione di Serie A.
- L’Empoli ha ottenuto 19 punti in questo campionato, dopo 14 partite di Serie A ha fatto meglio solamente nel 2002/03 (20).
- Dusan Vlahovic è il terzo giocatore della Fiorentina a segnare almeno 11 gol nelle prime 14 gare stagionali dei Viola in Serie A a partire dal 2000, dopo Giuseppe Rossi nel 2013/14 e Luca Toni nel 2005/06.
- Dusan Vlahovic ha segnato con il suo primo tiro effettuato in questa partita.
- L’Empoli ha subito 26 gol nelle prime 14 partite di campionato e a questo punto della stagione in Serie A ha fatto peggio solamente nel 1997/98 e nel 2003/04 (28).
- Anche nell’ultima partita ribaltata dall’Empoli, contro il Sassuolo, aveva segnato Andrea Pinamonti.
- Entrambi gli assist di José Callejón in questo campionato sono stati per un gol di Dusan Vlahovic.
- La Fiorentina ha colpito solo il secondo legno in questo campionato, il primo era stato contro il Cagliari.
- La Fiorentina rimane l’unica squadra di questo campionato a non aver ancora subito gol nei primi 15 minuti di gioco.
- Giacomo Bonaventura ha raggiunto oggi le 50 presenze con la maglia della Fiorentina in tutte le competizioni.